Startup italiane 2017: come intervenire?

Buone notizie per le startup Made in Italy, poiché sono in arrivo grandi investimenti da parte del Ministero dello Sviluppo Economico italiano.

In un’ultima intervista il Ministro Calenda ha fatto diversi commenti circa l’”Industria 4.0” e in particolar modo ha esplicato quali strumenti utilizzare per poter favorire la digitalizzazione delle filiere industriali italiane.

Cosa si intende per Industria 4.0? E’ un termine che deriva dalla quarta rivoluzione industriale che ha preso avvio negli anni ’70 con la nascita dell’informatica, aprendosi ai giorni nostri alla digitalizzazione delle industrie su cui però ci sono opinioni discordanti: alcuni ne parlano come una minaccia ed altri, al contrario, la ritengono un’opportunità da non perdere per sostenere l’occupazione e la crescita di affari nazionali e internazionali.

L’opinione del Ministro è stata estremamente positiva: “si tratta di un’opportunità irrinunciabile per riposizionare le aziende e dare linfa alle nuove proposte. Inoltre non credo è che Industria 4.0 sia sfavorente per le PMI anzi è un’occasione di poter trovare nuovi committenti esteri interessati al Made in Italy di qualità. L’unico rischio  è quello di non riuscire a cogliere il cambiamento repentino perché se l’Europa non sarà in grado di  sfruttare la trasformazione digitale, le perdite potenziali della non digitalizzazione per i Paesi Ue potranno ingenti somme di denaro entro il 2018”.

Quali sono allora le misure che le PMI devono adottare?

Le intenzioni di Calenda sono quelle di individuare un pacchetto di misure che intervengano su cinque aree d’intervento specifiche:

  • Investire sull’innovazione: è assolutamente fondamentale spingere le imprese italiane ad investire nell’analisi dei big data al fine di raccogliere tutte le informazioni utili a costruire nuovi modelli di business per poi poterli esportare all’estero.
  • Dare priorità ai fattori innovativi aziendali: in tal senso si sta riflettendo su alcuni interventi che mirano a rafforzare le infrastrutture di connettività e ridurre il digital divide delle PMI valorizzando alcune aree come la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica.
  • Digitalizzare, ma non solo creare un metodo standard al fine di attuare una comunicazione facile e veloce: un fattore che potrebbe notevolmente ostacolare la crescita delle startup è la mancanza di standardizzazione e capacità di comunicare attraverso le nuove piattaforme.
  • Agevolare i rapporti di lavoro, incentivando i dipendenti, raggiungendo produttività e soddisfazione: sono già in atto agevolazioni fiscali che incentivano le PMI a produrre dei “salari di produttività”

Thailandia: tanto lontana ma con tanto potenziale a livello di export

Qualche dato e commento iniziale: 70 milioni di abitanti, 20 mila dollari di PIL pro capite medio nel 2015. Ottime potenzialità : incremento del consumo interno, risolleva mento economico delle aziende e dei privati e apertura all’export.

Ciò che frena le PMI a investire nel Paese thailandese è la situazione politica: l’avviamento di un processo di democratizzazione e liberazione politica, che purtroppo risulta ancora complicato da intravedere all’orizzonte, consentirebbe alla Thailandia di liberare le proprie energie indirizzandole verso alla creazione e gestione di rapporti di business internazionali.

La straordinaria posizione geografica del Paese unita ad infrastrutture di ottimo livello sono due elementi che portano la valorizzazione della Thailandia che potrebbe facilmente trasformarsi nel principale hub per fare business di tutta l’area asiatica.

Un’altra grande novità è la continua modernizzazione delle infrastrutture e sistema di trasporti nazionali (soprattutto ferrovie, porti  e autostrade). L’obiettivo è quello di far crescere gli investimenti pubblici in modo da compensare le incertezze degli investitori che, una volta rassicurati, potrebbero investire ed esportare qui. Va detto comunque che l’economia thailandese è trainata in particolar modo dall’aumento dei consumi interni e da una fascia di abitanti che si sta sempre più arricchendo e che pian piano sta incrementando il proprio potere d’acquisto e d’importazione.

Questo è sicuramente un dato positivo per i prodotti del Made in Italy ed in particolare per quei beni di consumo che ci rendono celebri e riconoscibili in giro per il mondo vale a dire agroalimentare, moda, arredo e design.

L’Italia ha dimostrato e continua a dimostrare il suo interesse verso il Paese, a prescindere dalle evoluzioni politiche in atto, dato che già circa 500 PMI  operano a Bangkok e province thailandesi. Sono principalmente aziende che si sono affidate a società in outsourcing (come la nota EGO International Group) che hanno aiutato loro attraverso un supporto linguistico, commerciale e tecnico al fine di poter offrire delle buone opportunità di business.

Fra i settori più interessanti in cui investire nel 2017 troviamo quelli riguardanti le energie rinnovabili, la tecnologia, la meccanica, l’elettronica e il settore automotive. L’industria agroalimentare però è sempre ai primi posti: “addirittura -afferma il capo degli E.M. di EGO International – alcune nostre aziende italiane hanno potuto partecipare a Thaifex World of Food Asia 2016, la rassegna di settore leader del Sud Est asiatico.

E’ bene far mente locale che prima di iniziare un business in Thailandia bisogna conoscere la legislazione che è in continuo movimento ed evoluzione. Il punto di riferimento per i vari regolamenti continuano ad essere gli enti come ICE e Sace, che forniscono indicazioni finanziarie, tributarie, normative e fiscali.

Made in Italy: aperto il bando Ocm Vino circa la promozione sui dei Paesi terzi

Partono le richieste per poter partecipare al bando “Ocm Vino promozione sui mercati dei Paesi terzi” con lo scopo di valorizzare il prodotto di punta Made in Italy nei paesi extra-europei. La campagna 2016/2017 è appena iniziata e prevede un ammontare complessivo di risorse pari a 100 milioni all’anno per tre anni, con investimenti sia a livello nazionale che regionale.

Fra le iniziative stanziate dal seguente bando troviamo:

  • Azioni di informazione, comunicazione e PR;
  • Formazione attiva e continua rivolta agli addetti del settore e a coloro che lavorano nel campo Horeca;
  • Ausilio nella scrittura di articoli circa il settore agroalimentare attraverso contatti con Uffici Stampa;
  • Strumenti web: aggiornamento siti Internet, ausilio nell’uso dei social network al fine di orientare la scelta dei consumatori verso i prodotti di punta di ogni azienda;
  • Campagne Media (tv, stampa, radio, internet, ecc.);
  • Fiere e convegni/seminari nazionali e internazionali: attraverso la presenza delle aziende Made in Italy in fiere di settore si ha una maggiore probabilità di incontrare committenti esteri e dal punto di vista del marketing si nota anche una crescita a livello di brand image, reputation e awareness
  • Attività di ricerche qualitative e quantitative, statistiche circa il livello di penetrazione dei prodotti oggetto di promozione sui diversi mercati target.

Come funzionano i finanziamenti?

I finanziamenti dell’UE sono pari al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni proposte dal bando. Il tutto deve essere integrato con fondi nazionali e regionali con un ulteriore importo che deve essere almeno del 5%.

L’obiettivo ultimo dell’OCM  è quello di potenziare l’export e stimolare l’apertura di nuovi mercati e anche elevare il livello di qualità dei vini italiani che registrano apprezzamenti di grande valore da tutta Europa e anche da paesi extra Europei.

Uno dei soci fondatori di EGO International, azienda leader nel settore export e dell’internazionalizzazione afferma:“Le PMI devono continuare a sostenere al meglio i propri prodotti vinicoli sui mercati internazionali, cercando di investire e attuare buone strategie di marketing. C’è molto lavoro ancora da fare, ma va anche detto che negli ultimi anni l’Italia ha di gran lunga superato i fatturati della Francia. Merito dei nostri produttori che hanno saputo puntare con decisione sulla qualità e l’eccellenza delle materie prime, aprendosi a nuovi mercati come gli Stati Uniti, l’Australia e gli EAU”.

UE: Bruxelles a favore dell’e-commerce e del digital trade

La Commissione Ue ha svelato la sua posizione positiva circa il digital trade eliminando ogni tipo di limite o “blocking” favorendo un mercato virtuale con minori spese economiche e per le consegne all’estero e aumentando l’interesse dei consumatori. Questi gli argomenti della nuova proposta presentata dalla Commissione Europea circa la creazione e l’organizzazione di un mercato unico digitale europeo.

Secondo i dati dell’UE, nel 2013 solo il 10% degli user compra online da un altro Paese Ue, nonostante il mercato online stia crescendo ogni anno del 30%.

Che cos’è il geoblocking?

La Commissione Europea è contraria a ogni tipo di geoblocking, ovvero quella pratica che impedisce ai consumatori di un determinato paese di fare shopping online in un altro paese Ue a causa delle barriere geografiche dai shop online. La proposta prevede una legge che “impedisce ogni tipo di discriminazione dei consumatori in termini di prezzi, vendite o condizioni di pagamento, a meno che questa non sia oggettivamente giustificata per ragioni come l’IVA o disposizioni legali di pubblico interesse”. La normativa vale sia per le PMI che le grandi aziende.

Costi di trasporto e consegna più ragionevoli

La Commissione Europea vuole aumentare la trasparenza dei prezzi e la normativa regolamentare sui servizi di trasporto e consegna delle merci da stato a stato. I prezzi praticati per la consegna di un pacchetto da uno stato a un altro stato membro sono risultano cinque volte più alti di quelli nazionale. Commenta P., capo Export Manager di EGO International Group, azienda leader per l’internazionalizzazione delle PMI: “Facciamo un esempio, spedire un pacco dalla Francia all’Italia costa in media 15 euro, mentre spedirlo in senso contrario costa circa 30…E questo è il paradosso!”.

Bruxelles vuole porre rimedio a questa disuguaglianza di quote, ma ha deciso di limitare i prezzi attraverso la trasparenza. “Trasparenza” vuol dire che tutti i prezzi saranno visibili e accessibili attraverso un sito online dedicato, cosicché chiunque voglia spedire uno o più pacchi potrà confrontare le i prezzi direttamente online.

Quale effetto per la trasparenza? L’aumento della fiducia dei consumers.

La proposta di revisione della normativa conferirà l’aumento dei diritti a tutte quelle aziende che vorranno investire all’estero. Trasparenza significa anche un servizio più veloce, semplice e alla portata di tutti.

Il sistema doganale: norme, struttura, funzionamento e novità dagli esperti di export della EGO International Group

Le norme e il funzionamento delle dogane è delineato nel Codice Doganale dove si afferma l’indebolimento del loro ruolo all’interno del commercio internazionale: “il completamento del mercato interno, la riduzione degli ostacoli al commercio e agli investimenti internazionali e l’accresciuta necessità di garantire la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione hanno trasformato il ruolo delle dogane, assegnando loro una funzione di guida nella catena logistica e rendendole, nella loro attività di monitoraggio e gestione del commercio internazionale”.

Circa otto anni fa è stato attuato l’AES (Automated Export System), un’azione operativa in grado di garantire controlli informatizzati per l’uscita della merce dal territorio dell’Unione Europea verso Paesi extra-europei.

Quali sono le norme di comportamento per chi deve oltrepassare le dogane?

In primo luogo l’esportatore deve inviare la dichiarazione doganale in via elettronica all’ufficio doganale di esportazione. Successivamente, dopo aver accettato la dichiarazione di esportazione, viene assegnato un numero di riferimento. A questo punto l’ufficio di esportazione libera le merci da ogni limitazione all’entrata, a patto che queste si trovino ancora nelle condizioni in cui erano descritte nella dichiarazione di esportazione, ed infine consegna all’imprenditore che fa export il Documento di Accompagnamento Esportazione.

Fatti tutti i controlli in via telematica e fisica, avviene l’effettiva uscita delle merci dal paese. L’iter di avanzamento della procedura è liberamente consultabile dagli operatori economici digitando sul sito dell’Agenzia delle dogane gli estremi del numero identificativo MRN.

Che ruolo ha la Dogana Italiana oggi?

Ai giorni nostri la dogana italiana, tra i vari compiti, ha quello predominante di controllare i traffici delle merci importate ed esportate al di fuori dell’area commerciale unica, non solo ai fini impositivi ma anche in difesa dell’industria e del consumatore della comunità europea.

In Italia il sistema doganale è dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e in particolare dall’Agenzia delle Dogane.

Attualmente la dogana italiana, per la protezione dei cittadini e dei consumatori italiani, effettua controlli sul rispetto delle norme di sicurezza, marchio CE, contraffazione e in generale sul rispetto di tutte le norme relative alle merci importate.

Grazie al rafforzamento tra gli Stati dell’UE, molti blocchi e controlli si sono affievoliti. Tuttavia negli ultimi mesi a causa delle ingenti migrazioni di persone da paesi extra-europei, la polizia sta rafforzando le squadre di blocco nei punti strategici al fine di mantenere equilibrio e controlli efficaci.

Export: grandi opportunità di crescita per il Veneto

Con ottimi risultati, le esportazioni regionali che partono dal Veneto continuano a sostenere l’economia nazionale. Ad analizzare i dati relativi all’export sono la Regione Veneto insieme ad Istat e Ice.

Il 2015 si è chiuso con una crescita del 6% circa il valore dell’export rispetto all’anno precedente. Il Veneto conferma la seconda posizione della graduatoria regionale: 60 miliardi di euro, dopo i 70 della vicina Lombardia. Tra i principali mercati dove i prodotti veneti spopolano vi sono gli Stati Uniti (grazie al deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro), il Regno Unito, dove le vendite di prodotti agroalimentari hanno raggiunto il +120 milioni di euro e le produzioni meccaniche (+70milioni di euro), la Polonia, la Croazia e a grande novità il lontano Messico.

Le esportazioni di prodotti DOP e IGP veneti verso la Cina crescono del +5%. Sul piano industriale le vendite sono a livello di produzioni ottiche, chimiche e dell’industria del legno.

Purtroppo un dato negativo: il fatturato veneto verso la Russia, è diminuito nel 2015 di circa 34% (pari a 600 milioni di euro), ciò ha comportato una retrocessione di qualche posizione nella graduatoria dei principali mercati dell’export regionale.

Oltre ai beni del comparto agroalimentare, l’abbigliamento, l’arredamento anche la meccanica e i settori dell’ingegneria e delle lavorazioni sono molto richiesti. Anche gli altri settori hanno visto un aumento delle esportazioni di autoveicoli, di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.

Più nel dettaglio, nel corso del 2014-15, il Veneto ha raggiunto quote record ripetto alle altre regioni: Veneto (+10%), Lazio (+7%), Marche (+6%), Molise (+5%), Piemonte (+4%) e Lombardia(+2,5%) sono le regioni che contribuiscono maggiormente all’aumento delle vendite verso i paesi Ue. Per la Campania, la Sicilia e la Calabria si rileva un notevole aumento delle vendite soprattutto verso i paesi extra-europei.

Nel corso del 2014 le esportazioni del Veneto verso gli Stati Uniti hanno avuto ottimi risultati. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita export. Le città venete che spingono le vendite all’estero sono in particolare: Verona, Vicenza, Mestre e Padova.

India vs. Cina: chi sarà il protagonista della nuova economia mondiale?

India e Cina si configurano non più solo visti come mercati emergenti, ma come vere e proprie potenze economiche in grado di influenzare in maniera considerevole le grandi potenze europee e statunitensi.

Secondo le statistiche e i giudizi di EGO International India e China rappresenteranno nel 2020 rispettivamente la seconda e la terza economia mondiale dopo gli Stati Uniti e Giappone.

Nonostante le problematiche politiche, l’India  ha continuato il suo formidabile processo di espansione economica, con tassi di crescita imprevedibili, mentre la Cina, malgrado il grande sforzo e mantenendo un livello standard adeguato, ha riconosciuto un lieve calo del PIL economico e dello sviluppo, apparendo in fase di netta decelerazione.

Analizzando le statistiche della SACE, ci si accorge che il panorama non è più lo stesso, difatti  già ad aprile 2016, l’economia indiana ha scavalcato quella cinese con grande velocità.

Ma quali sono le variabili vincenti che hanno portato l’India a crescere a dismisura?

  • L’età della popolazione: quella cinese è in netto calo rispetto a quella indiana. La popolazione cinese in età lavorativa (tra i 15 e i 59 anni) scenderà in a grandi livelli nel 2050 (-10%), mentre salirà in India (+12%); tutto ciò si traduce in un aumento dei costi della manodopera cinese e dunque la perdita di competitività.
  • I consumi privati: se in Cina i consumi domestici raggiungono a mala pena il 49%, in India crescono fino al 70%: grazie all’espansione del mercato interno e la possibilità di acquisto maggiore sono stati i due punti fondamentali che hanno fatto muovere il mercato della domanda e dell’offerta internazionale.

 

  • La capacità e il know-how produttivi: in Cina la domanda non cresce e il mercato non riesce a sopperire l’eccesso di persone qualificate da pochi anni che chiedono un lavoro; accade il contrario in india dove la capacità produttiva è in perfetto equilibrio con la domanda.

    Il debito pubblico: quello cinese è aumentato del 70%, mentre l’ India , godendo di un’economia ad oggi più florida ha un debito pubblico che raggiunge solo il 7%.

 

  • La deflazione. La diminuzione del livello dei prezzi potrebbe davvero creare gravi problemi in Cina; al contrario la leggera inflazione dei prezzi indiani sta attuando le necessarie misure volte al controllo economico.

L’India  non è un mercato semplice e lo sviluppo vede ancora molti sforzi da compiere, ma le riforme implementate dal nuovo Governo sono di grande aiuto per i progetti R&D del Paese, dove il contesto economico e competitività iniziano a vedersi in maniera suggestiva come afferma M., Export Manager di EGO International Group, che si occupa dei rapporti commerciali con i paesi del Medio Oriente da anni, “l’India nel 2016 ha raggiunto i primi posti nella classifica della World Best Economy nell’ “Ease of Doing Business Index” stilato dalla World Bank e, continuando in questo modo, non potrà che fare rilevanti miglioramenti anche per i prossimi anni.

Commenti e opinioni sull’export di prodotti

Quali sono oggi le regole per l’esportazione di prodotti italiani all’estero? Leggiamo i commenti dei professionisti

“L’andamento delle esportazioni del Made in Italy in campo alimentare è aumentato esponenzialmente negli ultimi dieci anni e, data l’attuale situazione economica, sempre più aziende italiane sono alla ricerca di nuovi mercati al di fuori dell’Unione Europea”.
A fare questa affermazione sono i professionisti export di EGO International Group.

Ma come gestire le spedizioni con puntualità e sicurezza?

Opinioni-egointernationalContinuano affermando: “Ottimi giudizi dei committenti internazionali che hanno deciso di collaborare con EGO, siamo ormai un’azienda competitiva nel settore dell’internazionalizzazione, specializzata in particolare nel mercato e vendita di prodotti e soluzioni Made in Italy all’estero. In particolare i nostri clienti italiani, circa 3000 si sono affidati a noi, esportando all’estero alimenti quali vino, pasta , olio, salse, frutta e verdura, carne, pesce, uova, latticini e salumi.
Con il termine “esportazione” ci si riferisce alla vendita di prodotti verso paesi terzi che non fanno parte dell’Unione europea, mentre le attività del commercio tra gli Stati membri dell’UE sono chiamati “scambi”.

Le opinioni dei fondatori di EGO International Group sono in linea con quelli del Ministro dello sviluppo economico che afferma “per entrare a far parte nel territorio di paesi terzi, le imprese italiane devono soddisfare determinati standard sanitari concordati attraverso normative specifiche che possono variare. Queste regole sono in continua evoluzione perché nuovi mercati stanno nascendo di anno in anno, allo stesso tempo, la destinazione del paese può imporre requisiti sanitari che paesi su cui esportatori devono adattarsi di volta in volta”.

I paesi importatori hanno caratteristiche e tradizioni molto diverse che devono essere conosciute e rispettate. L’importazione di prodotti negli Stati Uniti, per esempio, riguarda l’acquisto e la presa visione del prodotto, entro cinque giorni dall’arrivo al porto di sbarco; sono necessari inoltre vari documenti per il rilascio delle merci in dogana e altri che forniscono informazioni sui compiti e le finalità statistiche. Se queste formalità non sono rispettate, come richiesto, le merci possono essere soggette a detenzione, fino a che non sia provato che il prodotto sia conforme alle norme della Food & Drug Administration.

Febbraio 2016: nasce il primo Comitato della moda e dell’accessorio italiano

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Fashion style, tutto Made in Italy. I commenti sulla moda italiana

Anche per il fashion system italiano è arrivato il momento di fare gioco di squadra. I finanziamenti a supporto delle fiere di moda hanno ricoperto un ruolo fondamentale per la nascita del primo Comitato della moda e dell’accessorio italiano, costituito ai primi di febbraio e presidiato da Carlo Calenda, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, che ne ha illustrato i dettagli in occasione il ventesimo Convegno Pambianco.

Come dichiarato ufficialmente, “il Comitato della Moda e dell’Accessorio italiano definirà le linee guida per lo sviluppo del comparto, concorderà insieme al Governo il sostegno istituzionale necessario a portare avanti le diverse iniziative e garantirà l’implementazione dei progetti chiave, fondamentali per riaffermare la leadership del sistema della moda, attraverso il coordinamento e potenziamento degli eventi, il rafforzamento del sistema fieristico, la formazione, la sostenibilità e il supporto alla crescita dei marchi e delle aziende della filiera”.

Le opinioni delle grandi firme italiane del settore moda

In campo, sono presenti tutti i maggiori esponenti del sistema moda, tessile e accessori: Altagamma, Altaroma, Centro di Firenze per la Moda Italiana, Camera Nazionale della Moda Italiana, Federazione Italiana Accessorio Moda e Persona (Fiamp), Milano Unica, The Micam, Mido, Mifur, Mipel, Origin, Pitti, Vicenza Oro/Oro Arezzo e Sistema Moda Italia. Tra i principali scopi, per la seconda metà dell’anno è previsto il progetto di coinvogliare tutta la filiera della moda in una grande unica fiera, che si terrà parallelamente alla settimana della moda a Milano.

Si è appena tenuto il primo incontro ufficiale tra i vari esponenti del Fashion Made in Italy con scopo di favorire l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con un piano di circa 250 milioni di euro di investimenti, di cui 50 milioni per il settore del tessile moda. Il neo Comitato segna dunque un ottimo risultato per la tutela e la qualità del settore che continua a essere largamente richiesto in termini di export sui mercati esteri, con particolare riferimento a Russia, Emirati Arabi e Stati Uniti.

Un altro appuntamento da non perdere, sempre per il settore fashion è la fiera MIPAP, che si terrà a Milano gli ultimi di questo mese e presso cui EGO International Group sarà presente con uno stand dedicato nella zona VIP Lounge, riferimento per tutti i visitatori interessati a internazionalizzare il proprio business e talento creativo italiano.
La mostra a carattere internazionale, presenterà collezioni di abbigliamento donna contemporary con una forte componente Made in Italy: buyer profilati e tante novità nei tre giorni di fiera milanese, per scoprire le collezioni per l’autunno inverno 2016 – 2017 in un progetto costruito esclusivamente per il B2B.

EGO International Group sarà presente in ulteriori prestigiose fiere con i propri spazi dedicati, all’interno dei quali lo staff aziendale avrà l’opportunità di entrare in contatto con potenziali soggetti interessati, stakeholders, buyer e operatori di tutto il mondo. La presenza della società all’interno di eventi internazionali è ulteriormente apprezzata dalla straordinaria condivisione degli intenti, e dalla sinergia creata dalle attività di EGO International, da tempo presente nei settori di riferimento, con un quotidiano impegno rappresentato dall’individuazione di nuovi business per la propria clientela nei campi della moda, della casa, dell’alimentazione, dei nuovi stili di vita.

Per ulteriori informazioni sulle prossime fiere a cui parteciperemo e sul nostro servizio contattateci a marketing@egointernational.it

Tirreno CT: la prima fiera italiana per l’HoReCa

I primi di marzo la fiera Tirreno CT accoglierà oltre 50000 operatori che avranno la possibilità di incontrare 400 espositori in rappresentanza del mondo internazionale dell’Horeca.

L’evento fieristico è promosso da Tirreno Trade e dedicato alle ultime novità nel settore delle forniture per alberghi, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e in generale strutture ricettive. Dalla tecnologia delle aziende costruttrici di macchinari per ristorazione, caffetteria e produzione di alimenti, a quelle per le forniture di arredi e complementi per le attività di ricezione.

Giudizi seul settore Horeca di EGO International

Un vera e propria occasione per scoprire in anteprima il meglio del Made in Italy vista la forte presenza di espositori italiani che ancora una volta hanno scelto questo appuntamento come uno dei più attesi. Evento atteso anche dagli Export manager di EGO International Group che avranno l’opportunità di incontrare importanti buyers esteri provenienti da tutto il mondo e di definire proficui business deals. Per EGO International le fiere non sono solo occasione di esposizione e brand visibility, ma anche un confronto tra gli operatori del settore grazie ai tanti eventi che arricchiscono un programma denso di convegni, seminari e workshop.

Ecco cosa ci presenterà la 36esima edizione in dettaglio: dal pane alla pizza, dai prodotti lavorati e semilavorati per la cucina alle forniture per hotel, bar e ristoranti, passando per la gelateria e la pasticceria. Un’intera area dedicata al caffè e alle innovazioni del settore Food & Beverage e Organic Food. A fare da animatori delle giornate di fiera le tante associazioni di categoria che si ritrovano a Carrara Fiere per fare il punto della situazione: barman, gelatieri, degustatori, maitre, pasticceri, pizzaioli, sommelier e chef. Sono solo alcune delle categorie professionali attive in fiera con convegni, dimostrazioni e concorsi.

Ampia rappresentanza in fiera per il Made in Italy agroalimentare, con le principali associazioni del settore del wine e food per presentare le loro eccellenze territoriali in abbinamento alla tecnologia che distingue l’Italia nel mondo. Inoltre sarà Tirreno CT la sede di importanti competizioni a livello internazionale che vedranno coinvolti i più importanti professionisti dei vari settori.

Per informazioni sulla fiera e per conoscere il servizio di EGO International Group contattateci a marketing@egointernational.it